GREEN ≠ SAFETY: i rischi nascosti negli edifici sostenibili
Gli edifici moderni sono sempre più all’avanguardia: a impatto zero, termicamente perfetti ed energeticamente efficienti. Stiamo vivendo la sacrosanta e indispensabile rivoluzione della transizione ecologica, riassumibile in una sola parola: Green.
Ma dietro questa facciata di perfezione ambientale si nasconde un paradosso reale, un interrogativo tecnico che troppo spesso viene ignorato: siamo davvero certi che “Green” (ovvero sostenibilità ambientale) sia sempre e automaticamente sinonimo di “Safety” (ovvero sicurezza antincendio)?
La verità è tanto semplice quanto disarmante: la sostenibilità cambia radicalmente il modo in cui i nostri edifici consumano energia, ma cambia in modo drastico anche il modo in cui bruciano. Se analizziamo la questione dal punto di vista della prevenzione incendi, ci accorgiamo che l’utilizzo di nuovi materiali e tecnologie volti a tutelare l’ambiente sta introducendo nei nostri edifici dei rischi del tutto nuovi, che dobbiamo imparare a conoscere e gestire. Fondamentalmente cambiano le condizioni al contorno che dobbiamo valutare durante la nostra valutazione del rischio
Per esplicare meglio il concetto che intendo trasmettere, riporto 4 esempi delle molteplici sfide invisibili che ci aspettano nel nostro modo di lavorare:

- Il Cappotto Termico (l’abito dell’edificio): Per consumare meno energia per il riscaldamento e il raffrescamento, stiamo “impacchettando” i palazzi con il famoso cappotto termico, gli incentivi statali degli ultimi anni hanno incrementato moltissimo la loro diffusione su tutto il territorio italiano. L’idea di base è eccellente e necessaria, tuttavia, molti dei materiali utilizzati per garantire altissime prestazioni isolanti (come l’EPS o alcune schiume poliuretaniche) sono di natura plastica e sintetica. Se non vengono scelti, protetti e posati con criteri antincendio rigorosi, stiamo di fatto aggiungendo un enorme “carico di incendio” sulle nostre facciate. Come ci ha ricordato in modo molto severo la cronaca con l’incendio della Torre del Moro a Milano solo per citarne uno. Un fuoco che trova innesco su queste pareti può propagarsi verso l’alto a una velocità impressionante, bypassando le compartimentazioni interne. Ma c’è un dettaglio fondamentale che riguarda i fumi: questi materiali plastici, bruciando, sprigionano un fumo nero, denso e altamente tossico. Spesso è proprio il fumo, prima ancora delle fiamme, a rendere impossibile l’esodo delle persone. Dobbiamo ricordarci che quando cambia il materiale, cambia il fumo, e di conseguenza cambia completamente la sicurezza di chi vive l’edificio.

- Il Fotovoltaico (centrali elettriche sui nostri tetti): Coprire le coperture di pannelli solari è una scelta meravigliosa per abbattere le emissioni. Ma, tecnicamente parlando, stiamo posizionando delle vere e proprie centrali elettriche attive in corrente continua sui tetti. Le più recenti normative dei Vigili del Fuoco pongono giustamente molta attenzione su questo aspetto: un piccolo guasto a un connettore o un cavo usurato possono innescare archi elettrici e incendi in una zona che un tempo consideravamo a basso rischio. C’è poi una criticità per i soccorritori: finché c’è la luce del sole, un pannello produce energia e non si “spegne”. Questo rende le operazioni di spegnimento da parte dei nostri amici “pompieri” molto più complesse e delicate a causa dell’alto rischio elettrico. Infine, i pannelli richiedono un’attenzione architettonica e impiantistica speciale per non ostacolare il corretto posizionamento e l’apertura degli Evacuatori di Fumo e Calore (EFC).

- I gas del condizionamento (il paradosso del freddo): Entriamo in un aspetto forse meno noto ai non addetti ai lavori, ma vitale. Per decenni abbiamo usato nei condizionatori dei gas refrigeranti sicuri contro l’incendio, che però concorrevano all’aggravio ambientale distruggevano l’ozono o avevano un impatto sull’effetto serra. Per proteggere l’ambiente ci è stato imposto di cambiare, passando a gas ecologici per macchine super efficienti. La chimica, però, ci ha presentato il conto: per avere gas a basso impatto ambientale (come gli A2L tipo l’R32 o gli A3 come il propano), abbiamo dovuto accettare che questi siano infiammabili o debolmente infiammabili. Abbiamo letteralmente tolto un gas inerte per inserire nelle nostre case, negli uffici e negli alberghi un potenziale combustibile. L’Energy Saving ha quindi introdotto un rischio antincendio che prima non c’era, obbligando i progettisti a prevedere nuovi sistemi di ventilazione e sensori adeguati per scongiurare accumuli pericolosi in caso di perdite.

- L’accumulo di energia (le Batterie al Litio): Dove mettiamo tutta questa preziosa energia pulita che produciamo? Nelle batterie al litio. Che si tratti del pacco batterie di accumulo fotovoltaico in cantina, dell’auto elettrica nell’autorimessa o del monopattino in corridoio, il litio è ormai ovunque. È una tecnologia formidabile, ma ha un lato oscuro: quando una cella si danneggia e va in crisi termica (il temutissimo thermal runaway), genera un incendio inarrestabile che si auto-alimenta e che i mezzi di estinzione odierni faticano a spegnere. In tutti questi scenari, il vero protagonista resta il fumo, che si fa sempre più rapido, tossico e difficile da gestire. Progettare oggi un sistema di smoke management per un’autorimessa interrata richiede calcoli, griglie e ventilatori profondamente diversi rispetto a quelli che usavamo per le vecchie e “semplici” auto con motore termico.
Uniamo le forze, progettiamo integrato
Qual è dunque il senso di questa riflessione? Dobbiamo forse fermare la transizione ecologica?
Assolutamente no!
Dobbiamo continuare a isolare i nostri edifici, installare i pannelli solari e usare pompe di calore efficienti, perché è l’unica strada per il nostro futuro.
Ma dobbiamo smettere di pensare a “Risparmio Energetico” e “Sicurezza Antincendio” come a due mondi separati che non si parlano. Gli edifici stanno diventando sempre più efficienti, ma purtroppo anche sempre più complessi dal punto di vista del rischio incendio. Un edificio è veramente all’avanguardia solo se protegge il pianeta là fuori, e contemporaneamente protegge la vita delle persone che lo occupano ed il tessuto sociale in cui è inserito.
Il segreto è cercare costantemente l’equilibrio attraverso una progettazione integrata. Green e Safety devono sempre camminare mano nella mano.
Perché il futuro non sarà solo green. Sarà green e sicuro. Oppure, semplicemente, non sarà progresso.
Se c’è una cosa che ho imparato lavorando su questi temi è che le sfide cambiano velocemente. Vi siete mai posti questo dubbio o vi siete mai scontrati con queste problematiche nei vostri cantieri o nei vostri progetti? Mi piacerebbe molto leggere le vostre opinioni!
Un personale ringraziamento per aver investito del tempo nel leggere le mie considerazioni e ricorda:
la semplicità vince, vince sempre.
